Anguria spaccata all’interno, pericolo o semplice difetto? La risposta ti sorprenderà

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fetta di anguria tagliata a metà, con spaccature profonde e cavità biancastre che attraversano la polpa - wwwsfogliatelleattanasio.it

Andrea Lodigiani

Agosto 10, 2025

Le immagini di angurie con crepe interne generano allarmismo. Spieghiamo cosa causa davvero il fenomeno, quando preoccuparsi e cosa evitare.

Ogni estate ritorna la stessa scena: una fetta di anguria tagliata a metà, con spaccature profonde e cavità biancastre che attraversano la polpa. Le immagini corrono veloci sui social, accompagnate da didascalie che parlano di ormoni, fertilizzanti pericolosi o modificazioni genetiche. In molti iniziano a dubitare della sicurezza di uno dei frutti più consumati nei mesi caldi. Ma il sospetto, questa volta, ha poco a che fare con la realtà dei fatti. La presenza di crepe interne nelle angurie — tecnicamente chiamata internal cracking — è un evento fisiologico, documentato e spiegabile senza ricorrere a teorie complottistiche.

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Il frutto si sviluppa più velocemente di quanto la sua struttura possa reggere. Il risultato è una serie di spaccature nella polpa – wwwsfogliatelleattanasio.it

Cosa succede davvero quando l’anguria si crepa all’interno

Il cracking interno è una reazione fisica. Il frutto si sviluppa più velocemente di quanto la sua struttura possa reggere. Il risultato è una serie di spaccature nella polpa, spesso invisibili dall’esterno. In molti casi, la responsabilità è di cambiamenti improvvisi nell’irrigazione: dopo un periodo di siccità, l’arrivo di abbondante acqua può innescare un’accelerazione nella crescita. Lo stesso può accadere in presenza di caldo estremo, piogge intense o sbilanci nutrizionali nel terreno, come un eccesso di azoto.

Non è un fenomeno raro. Alcuni agricoltori lo prevengono controllando con precisione i cicli di irrigazione e monitorando le condizioni climatiche. Ma non sempre è possibile evitarlo, specie nelle coltivazioni in pieno campo. Il cracking non modifica il contenuto chimico del frutto. Non è legato all’uso di sostanze vietate né a pratiche sospette. E, in condizioni normali, non rappresenta un pericolo per la salute.

Quando un’anguria spaccata è da buttare

Anche se il cracking non è un segnale di contaminazione, può rappresentare un problema dal punto di vista igienico. Le crepe all’interno, infatti, facilitano la penetrazione di batteri, soprattutto se il frutto viene lasciato a temperatura ambiente dopo essere stato tagliato. I rischi aumentano se la polpa appare molle, viscida, giallastra o se si avverte un odore di fermentazione, acido o alcolico. In questi casi, il consiglio è chiaro: meglio non consumarla.

Non esistono analisi rapide che permettano di capire a occhio se una crepa è innocua o no. Ma ci sono segnali chiari da osservare. L’odore è il primo campanello d’allarme. Il secondo è la consistenza: una polpa che si sfalda facilmente o presenta bolle è già in fermentazione. In caso di dubbio, un piccolo assaggio può aiutare. Ma la prudenza, in questi casi, resta la linea guida.

Per quanto riguarda le teorie che parlano di “booster” o ormoni, va precisato che l’uso di sostanze ormonali nella coltivazione dell’anguria non è autorizzato in gran parte del mondo. Nell’Unione Europea, ogni sostanza con potenziale effetto ormonale è sottoposta a una regolamentazione severa. E l’anguria, frutto già naturalmente veloce nella crescita, non ha bisogno di stimoli artificiali per svilupparsi.

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