Carne di cinghiale blu in California, allarme per avvelenamento da topicida

Carne di cinghiale blu in California, allarme per avvelenamento da topicida

Sfogliatelleattanasio.it

Paolo Terraneo

Agosto 11, 2025

Allarme in California per la scoperta carne di cinghiale blu fosforescente legata all’uso improprio di topicidi che minaccia fauna selvatica e sicurezza alimentare

Un insolito fenomeno sta destando preoccupazione nei boschi dell’entroterra della contea di Monterey, in California: la carne di alcuni cinghiali catturati presenta una colorazione blu fosforescente. La scoperta, ripetuta più volte, ha allarmato le comunità locali e gli esperti di fauna selvatica, che temono un possibile inquinamento diffuso e rischi per la salute pubblica dovuti al consumo di selvaggina contaminata.

Il mistero della carne di cinghiale blu: origine e cause

Il primo a rilevare questo strano fenomeno è stato un operatore della società di controllo della fauna selvatica di Salinas, che ha descritto la carne dei cinghiali come “blu mirtillo, quasi fosforescente”. La segnalazione è stata subito presa in carico dal California Department of Fish and Wildlife, che ha avviato indagini per capire la causa di questa anomalia.

Le analisi hanno rapidamente individuato che la colorazione anomala deriva dall’assunzione del difacinone, un anticoagulante utilizzato come topicida per il controllo dei roditori nelle aree agricole. Il difacinone è un veleno che, per legge, può essere impiegato solo da tecnici specializzati, agenzie governative o in specifici siti agricoli, ma l’uso improprio e fuori controllo sembra essere la causa della contaminazione della fauna locale.

Contaminazione della fauna selvatica e rischi per la salute

Il problema si è esteso oltre i topi, bersagli diretti del veleno, coinvolgendo anche scoiattoli e altri roditori selvatici che, ingerendo il topicida, sono diventati veicolo di contaminazione per i predatori e gli animali onnivori come i cinghiali. Questi ultimi si nutrono infatti delle carcasse di roditori avvelenati, accumulando la sostanza tossica nei propri tessuti, che assume così il caratteristico colore blu.

Non solo i suini selvatici sono esposti: le autorità non escludono che anche altri animali di grossa taglia come orsi, cervi e oche selvatiche possano essere stati contaminati. Sebbene il veleno non risulti letale per gli animali di grandi dimensioni, l’esposizione può comunque causare effetti nocivi e rende la carne inadatta al consumo, anche per i più appassionati cacciatori.

Per i consumatori umani, il rischio è significativo. La cottura della selvaggina contaminata non elimina il veleno, che può provocare problemi di salute anche a dosi non letali. L’agenzia californiana ha quindi emesso una circolare di allerta riguardo al pericolo di “esposizione secondaria” per chi avesse consumato carne contaminata senza saperlo.

Perché la carne diventa blu?

La colorazione blu della carne è dovuta proprio al difacinone, che viene appositamente tinto di blu per facilitarne l’identificazione e la gestione sicura. Questo dettaglio è fondamentale per riconoscere rapidamente animali contaminati e prevenire la diffusione del veleno nella catena alimentare.

Gli esperti ribadiscono la necessità di un uso rigoroso e controllato dei topicidi per evitare danni ambientali e sanitari, sottolineando come l’origine umana del problema sia evidente e richieda immediati interventi di regolamentazione e sensibilizzazione nelle aree rurali.

L’attenzione rimane alta in tutta la contea di Monterey, dove la fauna selvatica rappresenta una risorsa naturale importante e la caccia una tradizione radicata, ma che oggi si trova a dover confrontarsi con le conseguenze di un uso improprio di sostanze chimiche potenzialmente letali.

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