Paella di pesce, il gusto della tradizione spagnola protagonista in tavola

Paella di pesce, il gusto della tradizione spagnola protagonista in tavola

Paella di pesce, il gusto della tradizione spagnola protagonista in tavola

Francesca Ariosto

Luglio 10, 2025

La paella di pesce è uno dei piatti simbolo della cucina spagnola, amato e riproposto in tutto il mondo, soprattutto per la sua capacità di unire sapori intensi e freschi del mare in un’unica preparazione scenografica e conviviale. Originaria della Comunità Valenciana, questa pietanza a base di riso, zafferano e una selezione di crostacei e molluschi, rappresenta una delle varianti più apprezzate della paella, la paella de marisco.

Origini e caratteristiche della paella di pesce

La paella nasce come un piatto rustico e popolare, ideato per utilizzare ingredienti freschi e di stagione, adattandosi alle disponibilità locali. Tradizionalmente, la paella Valenciana prevede carne di pollo o coniglio, verdure come fagiolini e taccole, mentre la versione di mare sostituisce la carne con frutti di mare quali cozze, vongole, gamberoni, scampi, calamari e seppie. Il segreto del suo sapore unico sta nell’uso del fumetto di crostacei, preparato con teste e carapaci dei gamberi, e nell’impiego dell’acqua di cottura delle cozze, che conferiscono un gusto marino intenso e autentico.

Per la cottura del riso, la varietà più indicata è il riso Bomba, tipico spagnolo, noto per la sua capacità di assorbire i liquidi senza perdere consistenza. In assenza, è possibile utilizzare un riso Carnaroli, più comune in Italia, regolando però attentamente i tempi di cottura. La paella si cucina preferibilmente nella paellera, una padella larga e poco profonda con due manici, che permette una cottura uniforme e la formazione della caratteristica crosticina sul fondo, chiamata “socarrat”.

Procedimento e consigli per preparare la paella di pesce

La preparazione della paella di pesce richiede tempo e attenzione, soprattutto per la pulizia di molluschi e crostacei. Si inizia lavando e spurgando cozze e vongole, eliminando barba e impurità, e facendole aprire in padella per raccogliere il loro prezioso liquido filtrato. I gamberi vanno sgusciati e privati del filo intestinale, mentre calamari e seppie si tagliano a rondelle o tocchetti.

Il soffritto si realizza con olio extravergine d’oliva, aglio in camicia e cipolla tritata, a cui si aggiungono i peperoni rossi e gialli, e i piselli freschi o surgelati. Dopo aver rosolato i calamari, si unisce la passata di pomodoro, quindi si versa il brodo di gamberi caldo, arricchito dallo zafferano sciolto, e si aggiunge il riso. La cottura avviene a fuoco basso, senza mescolare, per circa 20 minuti, aggiungendo gradualmente il brodo necessario.

Negli ultimi minuti si incorporano cozze sgusciate, gamberi tagliati a pezzi e, a decorazione, gamberoni interi e alcune cozze con il guscio. Un passaggio fondamentale è alzare la fiamma poco prima di terminare la cottura per ottenere il “socarrat”, la crosticina croccante e saporita tipica della paella. Dopo un breve riposo, si completa con prezzemolo fresco e si serve direttamente dalla paellera.

Varianti e abbinamenti enogastronomici

Oltre alla versione di mare, la paella presenta numerose varianti, come la paella mista che combina carne e frutti di mare, o versioni più locali con ingredienti diversi. Nel contesto italiano, è frequente l’adattamento utilizzando prodotti freschi reperibili sul mercato locale, mantenendo però fede alla tradizione spagnola.

Per accompagnare la paella di pesce, un ottimo abbinamento è rappresentato da un vino bianco aromatico e fresco, come il Gavi DOCG Duchessa Lia, ottenuto da uve Cortese, che con la sua sapidità e delicatezza esalta i sapori marini del piatto senza sovrastarli.

La preparazione della paella, sebbene impegnativa, è un’esperienza culinaria che premia con un piatto ricco di storia e gusto, ideale per essere condiviso in compagnia e celebrato in occasioni speciali, seguendo la tradizione spagnola che celebra questa pietanza anche con una giornata mondiale dedicata il 20 settembre di ogni anno.

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